La zona di produzione

Prima di impiantare un oliveto è buona regola reperire informazioni riguardo alcune caratteristiche della zona interessata, analizzando se possibile, diverse variabili: temperature e piogge che si registrano durante l’anno, rischio di gelate, incidenza di particolari condizioni fisico-climatiche, caratteristiche pedologiche e altimetriche, possibilità o meno di avere acqua di irrigazione. Anche alcune variabili “sociali” sono molto importanti: presenza di leggi che regolano la certificazione di qualità dei prodotti (vedi capitolo sulla scelta delle varietà e tabella di DOP ed IGP italiane), localizzazione e tipo di impianti di trasformazione, possibilità di reperimento di personale o ditte che eseguono lavorazione in conto terzi. Ciascuna di queste variabili può influire, in modo più o meno determinante, su alcune delle scelte che devono essere prese prima di giungere all’impianto definitivo condizionando notevolmente la buona riuscita dell’impianto. Una buona strategia preliminare deve prevedere visite alle associazioni professionali di categoria ed agli uffici provinciali dell’agricoltura, soprattutto per gli aspetti amministrativi e legislativi. Ulteriori informazioni pratiche possono essere reperite presso frantoi sociali e/o privati. Una delle migliori azioni, talmente semplice che quasi nessuno la compie, è quella di verificare se esistono impianti nella zona che vi interessa (probabilmente, se non esistono, ci sono buoni motivi) e studiare peculiarità, forme di allevamento, sesti e varietà di quelli esistenti. Nulla fornisce migliori informazioni sull’interazione pianta/ambiente di un oliveto adulto. Studiate le piante, guardate come sono cresciute, se hanno subito danni nel tempo (se sono ad esempio state ritagliate al piede) se crescono bene con lo spazio a disposizione e se producono senza problemi. Passate del tempo con qualche appassionato olivicoltore (ma non prendete per oro colato tutto quello che dice….) ed incrociate le informazioni che ricevete con quelle avute dai tecnici. Attenzione, il tempo “perduto” in questa pianificazione accurata del vostro impianto sarà ampiamente ricompensato dai minori problemi che dovrete affrontare successivamente, talvolta talmente grandi da vanificare il vostro investimento

 IL SISTEMA DI RACCOLTA

E’importante sapere fin dall’inizio come avverrà la raccolta perché questa variabile può condizionare sia la varietà da collocare negli oliveti che la forma di allevamento da conferire alle piante. La raccolta viene effettuata in italia utilizzando tutte le tecniche a disposizione. Il sistema più semplice è quello di attendere che il frutto si distacchi naturalmente dalla pianta. In questo caso la raccolta dei frutti può avvenire a terra manualmente o attraverso macchine spazzolatici oppure su teli disposti ad intercettare il frutto prima che questo venga a contatto con il suolo. Semplice ma con riflessi negativi sulla qualità come potete leggere nel capitolo sulla Maturazione e Raccolta dei frutti. Le olive possono poi essere raccolte a mano, utilizzando semplici agevolatori come piccoli rastrelli in plastica, “forbici Ciani” od altri oppure agevolatori meccanici. Questi ultimi possono assicurare elevate rese di raccolta, specialmente se utilizzati con ottimi criteri organizzativi. Risiede in Italia tra l’altro uno dei maggiori costruttori di macchine agevolatrici per la raccolta: la Campagnola con sede a Bologna.

LA FORMA DI ALLEVAMENTO

La scelta del sistema di allevamento rappresenta un passo fondamentale. Errori compiuti in questa fase possono riflettersi sulla produttività e redditività dell’oliveto fino a compromettere in modo pesante la possibilità di gestione delle piante. E’ necessario sapere fin da prima dell’impianto quale sarà ad esempio, il tipo di raccolta, le macchine da impiegare per la gestione delle varie operazioni, il sistema di gestione del terreno, in modo da selezionare la forma più idonea ed infine calcolare le distanze di impianto che da questa dipendono fortemente. Le forme di allevamento possono essere suddivise sulla base della forma delle chioma (in volume o in parete), della rigidità dello scheletro (forme libere o meno) della presenza del tronco (vaso o cespuglio) e dell’altezza di questo (vaso basso o vaso tradizionale). La decisione deve essere presa innanzitutto in base al tipo di raccolta. Se occorre applicare uno scuotitore per la raccolta meccanica ad esempio, è obbligatorio allevare le piante con un tronco unico di buona altezza, cosa che non è necessario fare se la raccolta verrà eseguita manualmente. Anche le distanze tra le file possono essere ampliate se occorre intervenire con la raccolta manuale e sarebbe buona norma avere già un’idea delle esigenze dei macchinari da applicare al momento della decisione delle distanze tra le file e tra le piante. Ulteriori informazioni sono riportate nel paragrafo “Scelta della pianta”. Il nostro vivaio offre piante impostate in modo diverso in relazione alla forma di allevamento che avete selezionato.