La forma di allevamento

La scelta del sistema di allevamento rappresenta un passo fondamentale. Errori compiuti in questa fase possono riflettersi sulla produttività e redditività dell’oliveto fino a compromettere in modo pesante la possibilità di gestione delle piante. E’ necessario sapere fin da prima dell’impianto quale sarà ad esempio, il tipo di raccolta, le macchine da impiegare per la gestione delle varie operazioni, il sistema di gestione del terreno, in modo da selezionare la forma più idonea ed infine calcolare le distanze di impianto che da questa dipendono fortemente. Le forme di allevamento possono essere suddivise sulla base della forma delle chioma (in volume o in parete), della rigidità dello scheletro (forme libere o meno) della presenza del tronco (vaso o cespuglio) e dell’altezza di questo (vaso basso o vaso tradizionale). La decisione deve essere presa innanzitutto in base al tipo di raccolta. Se occorre applicare uno scuotitore per la raccolta meccanica ad esempio, è obbligatorio allevare le piante con un tronco unico di buona altezza, cosa che non è necessario fare se la raccolta verrà eseguita manualmente. Anche le distanze tra le file possono essere ampliate se occorre intervenire con la raccolta manuale e sarebbe buona norma avere già un’idea delle esigenze dei macchinari da applicare al momento della decisione delle distanze tra le file e tra le piante. Ulteriori informazioni sono riportate nel paragrafo “Scelta della pianta”. Il nostro vivaio offre piante impostate in modo diverso in relazione alla forma di allevamento che avete selezionato.

Vaso

Probabilmente la forma più diffusa in olivicoltura, con numerosi varianti a carico di fusto, branche e gestione della chioma. Dal tronco, che può essere basso (30-50 cm) od alto (100-120 cm) si dipartono 3 o più branche dirette verso l’esterno e verso l’alto, sulle quali sono inserite varie sottobranche disposte nelle varie direzioni ad occupare lo spazio a disposizione. Sulle singole branche principali si cerca di lasciare più vegetazione in basso e meno in alto così da conferire una forma a “cono” anche se generalmente con la potatura si tende a svuotare la parte centrale, in modo da favorire la penetrazione della luce. La forma si presta sia alla raccolta manuale che a quella meccanica, in questo caso occorre, come per il monocono, formare un tronco di altezza sufficiente per l’attacco della pinza dello scuotitore. Le piante in vivaio devono essere scelte in funzione del tipo di tronco desiderato. Se la pianta è ben impostata sono necessarie poche operazioni di potatura durante i primi anni e si può rimandare l’individuazione e la formazione delle branche definitive al terzo-quarto anno dall’impianto. Può essere tenuto in forma piuttosto rigida oppure in forma più libera intervenendo in modo diverso con la potatura. Il vaso è anchE detto “cespugliato” quando le branche partono direttamente dal terreno o a pochi centimetri da esso. In questo caso è più difficile adoperare scuotitori meccanici. Distanze consigliate 5-8 metri sulla fila e 5-8 metri tra le file, molto utilizzate: 5×6; 6×6; 7×7.

Globo

Forma molto simile al vaso a cui assomiglia per la presenza di un tronco di altezza variabile. La chioma però non viene potata nella parte interna e di conseguenza si forma appunto una forma “piena” quasi sferica con la produzione portata nelle zone esterne. E’ utilizzata e diffusa nelle zone calde soleggiate dove l’olivo ha sviluppo notevole e non ci sono problemi di carenza di luce. La potatura viene di solito eseguita in turni pluriennali e le piante, molto vicine al modo di crescere “naturale” possono essere anche raccolte a macchina con scuotitori applicati al tronco o alle singole branche nel caso di mole notevole. Distanze simili a quelle del vaso ma in alcuni casi superiori per lasciare spazio sufficiente alla notevole crescita della pianta.

Monoconono
La pianta viene allevata in modo che assuma una forma “ad abete” o, appunto, a cono. Esiste un solo fusto centrale, sul quale sono inserite delle branche fisse disposte quasi orizzontalmente verso tutte le direzioni, che riducono la loro ampiezza verso l’esterno dal basso verso l’alto. Occorre scegliere già in vivaio piantine ben conformate che devono esser guidate con la potatura fin dai primi anni, anche con interventi leggeri, in modo da favorire l’asse centrale, distribuire le branche in modo che non siano troppo vicine e sovrapposte, liberare il fusto dai rami. Attenzione a non far sviluppare troppo branche vicine al terreno, quelle disposte troppo vicine l’una all’altra e quelle che tolgono forza all’asse centrale. Forma adatta alla raccolta meccanica con scuotitori del tronco. Quest’ultimo deve essere ben formato e libero per almeno 90-1,10 metri. In questi ultimi anni è stata tentata la meccanizzazione totale di questa forma agendo anche con la potatura meccanica associata a quella manuale in modo alternato. Distanze di impianto variabili tra 3-4 metri sulla fila e 6-7 metri tra le file. Si presta poco bene alla raccolta manuale tradizionale.

Cespuglio
La pianta acquistata in vivaio già impostata con rami anticipati anche in basso, viene fatta crescere in modo libero durante i primi 3-4 anni facendo sviluppare i rami, che poi divengono branche permanenti, a partire da pochi centimetri dal colletto. La vegetazione si sviluppa liberamente assumendo una forma a tutto volume occupando un’area circolare. A partire dal terzo, quarto anno si può iniziare a potare le piante, inizialmente svuotando soprattutto la parte centrale e riducendo lo sviluppo in altezza. Con le potature successive si individuano le branche definitive che rimarranno, in numero di 3-5, per tutta la vita della pianta. La forma viene definita anche vaso cespugliato e può essere gestita con potature annuali oppure biennali. Tra i vantaggi di questa forma possono essere annoverati la precoce entrata in produzione ed i bassi costi di formazione e potatura. Lo svantaggio maggiore è che non possono essere applicati con efficacia gli scuotitori per la raccolta e che le branche e la forma della chioma rendono difficile alcune lavorazioni meccaniche del terreno. Distanze consigliate 5-6 metri sulle file e 6-7 metri tra le file.

Palmetta
Forma in parete introdotta dalla frutticoltura dove è ampiamente adottata. Su un fusto verticale vengono allevate, seguendo la direzione del filare, branche permanenti inclinate a 45-50° rispetto al terreno. Le branche sono inserite a circa 20 cm l’una dall’altra, una a destra ed una a sinistra formando un palco. Su una pianta vengono impostati due o tre palchi di branche distanziati tra loro 40-50 cm. La pianta di sviluppa formando una parete vegetante meno sviluppata in direzione dell’interfilare. Rappresenta una buona forma per costituire una cortina verde non troppo espansa lateralmente o una siepe verde. Meno indicata per l’olivicoltura da reddito. Distanze consigliabili 4,5-5,5 lungo le file e 5-6 m tra le file.

Ipsilon
Simile alla palmetta della quale rimane soltanto il primo palco di branche, disposte in basso ed inclinate in direzione della fila. E’ meno problematica da mantenere della palmetta ma rappresenta comunque una forma poco diffusa nella olivicoltura moderna rimanendo ideale per utilizzazioni particolari e nel giardinaggio. Stesse distanze della palmetta.