Preparazione del Terreno

L’olivo si avvantaggia di una buona preparazione di base del terreno soprattutto durante i primi anni. Un impianto eseguito a regola d’arte riesce a far esplicare al meglio la potenzialità di sviluppo delle giovani piantine, che vegetano senza alcun problema entrando presto in produzione. Nella preparazione del terreno si deve tenere conto della natura fisica del terreno, del suo profilo, delle condizioni generali. Uno delle prime cose da tenere in considerazione al momento dell’impianto di un oliveto è la presenza di umidità. Qualsiasi ristagno idrico infatti provoca danni alle piante che non riescono a vegetare e nei casi più gravi arrivano a morire. Prima di tutto quindi fare in modo di evitare la presenza di ristagni o di eccessiva umidità a livello radicale. Quindi prima di tutto dove occorre si deve impostare una rete di drenaggio (fosse o dreni interrati) e livellare il terreno. L’impianto di un arboreto prevede sempre l’esecuzione di lavorazioni capaci di agire in profondità. Si tratta di stabilire se sia più idoneo eseguire uno scasso totale con completo rivoltamento del terreno, uno scasso a buche oppure una lavorazione profonda senza ribaltamento (rippatura). Lo scasso è consigliabile in caso di terreno sciolto, senza problemi di scheletro, mentre quando sono presenti pietre oppure il terreno ha uno strato impermeabile in profondità, è meglio adottare la rippatura. Lo scasso a buche è poco consigliabile se non nel caso di poche piante o condizioni particolari. Se si sceglie questa soluzione sarebbe meglio predisporre uno strato di drenaggio sul fondo della buca e non eseguire le operazioni quando il terreno è umido per non creare una “vasca” dove la pianta rimanga in condizioni di eccessiva umidità a livello radicale. Dopo la lavorazione profonda si può effettuare la concimazione di fondo con organici e/o chimici e quindi procedere con le lavorazioni superficiali che hanno lo scopo di affinare il terreno e permettere quindi la piantagione. Gli attrezzi meccanici utilizzabili sono molti variando dagli erpici a dischi, a quelli a denti, fino alle frese rotanti. Non occorre esagerare, l’importante è riuscire a produrre nel terreno un affinamento tale da non rendere difficile l’apertura delle buche e la rincalzatura delle piante. A questo punto si può preparare lo squadro alle distanze volute (vedi tabella) e preparare la messa a dimora.

Questa tabella potrà aiutarvi a conoscere il numero di piante che vi occorrono per ciascun ettaro di terreno da destinare ad oliveto in base alle distanze tra le piante stesse. Il sesto di impianto è legato a molti fattori che devono essere valutati in modo integrato: capacità di crescita dell’olivo nelle condizioni in cui vi trovate, varietà, forma di allevamento selezionata. Per capire di quanto spazio ha bisogno l’olivo il metodo più semplice, in mancanza di esperienza, è quello di osservare diversi impianti adulti presenti nella zona di coltivazione in cui dovete effettuare l’impianto. Lo sviluppo che vedete è quello che probabilmente avrete nel vostro campo. Piantare a distanza minore vuol dire limitare lo spazio a disposizione per la crescita, in alcuni casi la pianta riesce a crescere meno, anche con l’aiuto della potatura, ma se gli olivi sono troppo ravvicinati tenderanno a crescere verso l’alto, spogliandosi nelle zone in basso e limitando la produzione. Mentre durante i primi anni riuscirete in qualche modo a controllare la crescita, con l’andare del tempo le piante tenderanno a “sfuggirvi di mano” e la gestione diverrà problematica. Questo è vero soprattutto per le forme che tendono a far crescere l’olivo in modo naturale a forma di albero o cespuglio. Con sistemi di allevamento più precisi, come il monocono, dove la pianta è sviluppata in un fusto unico e la chioma assume forma conica, è possibile restringere ulteriormente le distanze tra le file e sulle file. In generale le distanze devono tenere conto della capacità di sviluppo della pianta nelle condizioni di coltivazione e delle macchine da utilizzare. Quindi maggiori distanze dove le piante crescono molto, dove vengono irrigate, dove occorra entrare con scuotitori semoventi. Per dare alcune indicazioni di massima: tra le file lasciate lo spazio per passare con i macchinari (minimo 5 m) e sulla fila non scendete comunque al di sotto dei 4 metri tra pianta e pianta. Distanze minori possono essere adottate per impianti particolari e con varietà più adatte in modo da costituire delle “pareti” di vegetazione.